











Futurismo: La nascita dell'avanguardia 1910-1915 | Palazzo Zabarella, Padova
“Dalla teoria della relatività all’invenzione dell’automobile, dalla psicoanalisi al ‘flusso di coscienza’, negli anni di passaggio tra la fine dell’Ottocento e la Prima guerra mondiale si assiste a una vera e propria rivoluzione scientifica, tecnologica e filosofica, che sovverte il modo di concepire lo spazio e il tempo, rivelando la complessità del reale oltre il visibile. In quest’epoca di cambiamenti si inscrive il desiderio dirompente del Futurismo di ‘rendere e magnificare la vita odierna, incessantemente e tumultuosamente trasformata dalla scienza vittoriosa’.
Il mondo nuovo futurista è percorso dal ‘vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche’, è occupato da ‘stazioni ingorde, officine appese alle nuvole, ponti, piroscafi, locomotive, aeroplani’, animato da danze sfrenate e da una febbrile vita notturna illuminata da luci artificiali.
All’architettura monumentale dei ‘vecchi palazzi crollanti e lebbrosi’ si contrappone quella moderna futurista: la Città Nuova immaginata – e mai realizzata – da Sant’Elia ha il potente respiro di un meccanismo in perenne movimento, il cui punto di partenza non può essere la costruzione isolata, ma il sistema delle relazioni e connessioni (ponti, strade, ascensori) che innerva senza sosta lo spazio e gli edifici svettanti verso il cielo”
